Quando abbiamo iniziato questo progetto, ci siamo subito accorti che l’unico modo per noi possibile di affrontarlo era quello di tornare un po’ bambini.
Il padiglione era dedicato alla disabilità nell'infanzia, ma in fondo, non era quello il vero tema - se non per alcuni aspetti tecnici. Il dato che sentivamo davvero essenziale per partire era quello di immaginare di costruire con gli occhi di un bambino.
Per fare questo dovevamo anche scrollarci di dosso un po’ di cultura e di mestiere. Alla fine, ci è sembrato quasi naturale constatare come il risultato sembrasse uscire da una scatola di giochi. Uno di quei giochi che fanno tutti i bambini, con tanti bastoncini colorati da assemblare…
Date le limitate dimensioni del lotto e il vincolo di sagoma del bando, abbiamo scelto contenere il progetto in un unico volume vagamente zoomorfo.
La composizione è stata ridotta a due semplici temi: la copertura, che ha il compito di modellare la figura complessiva e la partitura dei fronti in doghe verticali, in cui la sola variazione di ritmo e colore determina la dialettica fra pieni e vuoti.